A cura di Cele Agos
Stefano Sgueglia, l'architetto "viaggiatore del tempo" e le sue opere: i Castelli di Limatola e Rocca Cilento
Stefano Sgueglia è purtroppo scomparso nel 2024, ma il suo legame indissolubile con il maniero è oggi portato avanti dalla moglie Pina e i figli Tonio e Piera.

La famiglia al completo alla consegna di uno dei tanti riconoscimenti
"L’Architetto viaggiatore del tempo”, è così che definirei Stefano Sgueglia. Insieme alla moglie Pina ha dedicato oltre un decennio a un imponente restauro conservativo per riportare al loro antico splendore due fortezze normanna, il Castello di Rocca Cilento e il Castello di Limatola. A volte il sogno di due persone che si amano, è unito da un filo invisibile. Stefano e Pina avevano puntato lo sguardo su una stessa direzione, il futuro, e tentare di realizzare quel sogno. Il progetto era frutto di una visione di lui, condiviso dalla moglie, insieme hanno iniziato a portare avanti con l’energia pulita di chi crede in ciò che fa. Tra ricerche storiche, bozze, ore rubate al sonno, fino al sorgere del sole, complici sguardi come un libro aperto, il sogno prendeva forma. Pietra dopo pietra, con la complicità che solo una grande passione sa garantire. Nel momento in cui i sacrifici stanno per trasformarsi in festa, la linea del futuro, tracciata con cura, si spezza, nel 2024, a causa di una grave malattia. Il senso di ingiustizia profonda prende il sopravvento, quasi un tradimento da parte della vita. Pina, Tonio e Piera restano, sospesi tra l'orgoglio di ciò che era stato creato, il vuoto e l’assenza del suo ideatore. Ma in ogni angolo, in ogni dettaglio e nel respiro stesso di quel sogno realizzato, l'impronta di Stefano resta viva. E, quella visione oggi divenuta realtà, appartiene a tutti e quattro, per sempre.
La realtà attuale del maniero.
Il grande lavoro di restauro si potrebbe appunto definire un viaggio nel tempo percorso con filosofia rigida, nessuna alterazione dei volumi, o aggiunta di elementi estranei alla storia dei luoghi. Per la Rocca Cilentana, ogni pietra crollata è stata catalogata, ripulita e ricollocata nella sua posizione originaria, grazie a maestranze del posto e artigiani cilentani che hanno saputo evidenziare la pratica di antiche tecniche di lavorazione della pietra e del legno di castagno. Durante gli scavi sono riaffiorati reperti d'epoca longobarda, normanna e aragonese, oggi integrati nell’itinerario ricettivo del castello, vera archeologia applicata.
Il Castello di Rocca Cilento è oggi una delle "wedding destination" e residenze d'epoca più esclusive a livello internazionale.

Una vera cittadella che svetta sulle alture cilentane e, che è entrata a pieno titolo nel circuito dei resort di lusso, diventando una delle mete più ambite per matrimoni d'élite, tanti i personaggi del cinema, della musica e della moda, d'oltre oceano, che scelgono questa meraviglia, per eventi privati di alto profilo. Il fascino del castello risiede proprio nella sua capacità di far convivere diverse anime, l'estetica medievale, assicurata dalle antiche mura, i camminamenti di ronda, il giardino pensile ed un panorama mozzafiato sul Cilento e sul golfo. Qui, c'è l'obbligo di sognare e vivere al tempo stesso un'atmosfera sospesa nel tempo, ideale per eventi scenografici e servizi fotografici esclusivi. Dietro il rigido restauro storico si nasconde un'ingegneria all'avanguardia di domotica e confort. Sistemi di climatizzazione radiante, illuminotecnica architetturale d'atmosfera e impianti audio e video di ultima generazione sono completamente integrati e mimetizzati nella pietra, per non alterare l'impatto visivo delle sale.
L'eco del suono della struttura attira una clientela globale, soprattutto dal Nord Europa e dall'America, alla ricerca della massima riservatezza, del lusso autentico e di quell'esperienza "slow" tipica dello stile di vita e della "saggezza e sapori" cilentani.
Tra i tanti riconoscimenti Il castello è stato premiato da oltre 400 leader mondiali del settore dei matrimoni, organizzatori, eventi di lusso ed espositori d'élite che si sono riuniti a Dubai nella 14ma edizione dell'Exotic Wedding Planning Conference (EWPC), uno degli eventi più influenti nel settore dei matrimoni di lusso nel mondo.Il Castello di Limatola
Esiste un momento preciso in cui lo spazio si trasforma in mito, e la realtà del luogo cede il passo all'immaginazione.
Tutto questo, accade quando si devia dalla statale 372, che collega Benevento all’autostrada A1, e si entra nella Fondovalle Isclero, direzione San Salvatore Telesino Dugenta. Si sale una collina boscosa e ci si ritrova al cospetto del Castello di Limatola, l’imponente mole di pietra che da quasi mille anni sorveglia la valle dove il Volturno disegna le sue anse. Nelle mattine d’inverno quando la nebbia avvolge lo sperone roccioso, il maniero sembra un’apparizione, un frammento di Medioevo rimasto impigliato tra le pieghe del terzo millennio.
Qui, in questo angolo della provincia di Benevento, il confine tra la storia e la fiaba è sottile come un filo di seta. Il castello non è semplicemente un monumento. E’ un palinsesto in cui ogni secolo descrive il passaggio storico, lasciando al tempo stesso spazio a leggende che ancora oggi infondono il mistero fiabesco che unisce la maestosità antica a un senso di magia sottile, sospesa tra il sogno e realtà.
Mille anni di ferro e di pietra
Il castello affonda le sue fondamenta nell’XI secolo, quando i Normanni, architetti e realizzatori di imperi e fortezze, compresero il valore strategico di questa altura. Da quassù, lo sguardo spaziava e spazia tuttora, su un crocevia vitale per i commerci e i movimenti militari tra il Sannio e la Campania Felix. Era, originariamente, un presidio militare puro: mura spesse, torri di avvistamento, feritoie pronte a sputare frecce e olio bollente. Nel 1277 giunsero gli Angioini. Carlo I d'Angiò rese ancora più fortificata la struttura rendendola più sicura e imponente. Sia il castello di Rocca Cilento che questo di Limatola, sono state inglobate nell’architettura gotica, di cui oggi restano le suggestive volte ogivali che decorano alcuni degli ambienti sotterranei.
Ma la vera metamorfosi, quella che ha regalato al castello le sue attuali sembianze di dimora cortese, porta la firma dei Conti della Ratta nel XV secolo, e successivamente delle famiglie Gambacorta e Carafa. Tra il Rinascimento e il Barocco, il castello ha dismesso la corazza del guerriero per indossare l'abito del nobile: sono nate le logge rinascimentali affacciate sui cortili interni, gli affreschi e la splendida Chiesa palatina di San Nicola intra castrum.
La svolta e l’intuizione di Stefano Sgueglia
Il maniero, quasi del tutto abbandonato, era scivolato in un silenzioso e doloroso declino, dalle sembianze di un gigante addormentato e dimenticato. Poi, la svolta nel 2010, grazie a un imponente e meticoloso restauro privato firmato dalla famiglia Sgueglia, la fortezza è stata sottratta alle ragnatele del tempo. Oggi è una realtà viva, un hotel di lusso, un centro congressi, con un ristorante d'alta cucina. L’antico maniero, per secoli custode di segreti medievali, battaglie e nobili casate, viene strappato al silenzio dei secoli per trasformarsi in un resort di lusso. È il fenomeno del restauro filologico applicato a strutture d'eccellenza, una tendenza che ridefinisce il concetto stesso di esclusività.