A cura di Cele Agos

Radici, Passione e Futuro: Il volto di Cantine Matese


«Il nostro vino nasce dall'incontro perfetto tra gli elementi primordiali, le forze vitali, i custodi dell'essenza, sia della vita che del vino. La terra che nutre, il sole che scalda, l'acqua che disseta la vite. Ma è solo grazie a mani sapienti che questa armonia si trasforma in eccellenza.»
Radici, Passione e Futuro: Il volto di Cantine Matese
Radici casertane e anima montana. Ad Alife, ai piedi del Parco Nazionale del Matese, le linee produttive di Cantine Matese ridefiniscono il legame profondo tra vino e territorio. Qui, il microclima della valle e la storicità dei vitigni danno vita a vini come il Pallagrello, capaci di esprimere nel calice un'identità geografica inconfondibile.
Suolo, clima, vitigno e intervento umano: è questa la formula vincente per valorizzare le produzioni enologiche del Matese. Quattro elementi che si fondono per dare vita a un'eccellenza. Ci sono storie, come quella di Cantine Matese, che non possono essere scritte da un uomo solo, ma che richiedono le mani, la fatica e la passione di un'intera comunità. Dalla visione condivisa di Leandro Sannullo e Vincent Renzo ha preso forma questo progetto, espressione viscerale del legame con il terroir.
Leandro, sommelier AIS, nel 2021 ha aperto la vineria Elepha nel cuore di Alife (CE). Un luogo d'incontro dove il nettare del territorio si fonde con l'arte, celebrando il piacere della convivialità e dello scambio culturale. Con il marchio Elepha, Leandro produce a Castelvenere i vini del Sannio Beneventano, curando inoltre con energia e coinvolgimento lo sviluppo commerciale e l'immagine promozionale di Cantine Matese. Vincent, enologo, consulente e docente nazionale ONAV, nel 2022 ha fondato con la moglie Federica “La casa del vino”, l'azienda vitivinicola RÈN che produce vini del Sannio Casertano. Diplomatico e razionale, Vincent guida con precisione le attività agronomiche e i processi produttivi di Cantine Matese.
La produzione si concentra sul recupero e sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni del Matese, coltivati in luoghi in cui si respira la storia. L'ispirazione affonda le radici nella grande intuizione di re Ferdinando IV di Borbone, che iniziò la produzione nell'areale casertano in località Monticello — dove ancora oggi si conserva un'epigrafe scolpita su pietra — scommettendo su quello che è rimasto uno dei migliori vini del territorio: il Pallagrello, sia Bianco sia Nero.
“Un vero scrigno d'eccellenza, a cominciare dalle linee di produzione - come ci spiega Leandro. Cantine Matese propone una Linea Essenziale commercializzata con il medesimo marchio, composta da due referenze: "Il lago ascolta" (Campania IGP, blend di vitigni a bacca bianca) e "La montagna attende" (Campania IGP, blend di vitigni a bacca rossa). Per i tre singoli areali di produzione la commercializzazione si differenzia per brand: quello Casertano del Matese adotta il marchio REN (La casa del vino); quello Beneventano si lega al brand ELEPHA (dal nome dell'antica
vineria); quello Molisano si esprime attraverso il brand MALISE (neologismo che unisce Matese e Molise). Attraverso questi marchi, Cantine Matese firma due linee — una Identitaria e una Cru — per un totale di 24 referenze distribuite in tutto il territorio del Parco Nazionale. Nella linea Cru REN spiccano il bianco “Forme” e il rosso “Sostanza”, con prevalenza di vitigno Pallagrello. Nei Cru ELEPHA troviamo il bianco “Unica vite”, da vitigno Agostinella, e il rosso “6 Tonnellate”, blend di Aglianico, Camaiola e Piedirosso. Per quanto riguarda la produzione MALISE (Matese Molisano), la Linea Identitaria nasce nella Valle del Tappino, mentre la Linea Cru “Tintilia rosso” viene prodotta a Baranello.
Nel vino di Cantine Matese si riflettono i sensi e l'immaginazione: ogni sorso si trasforma in un racconto. Il vino diventa intrigante quando non si svela subito, ma invita a essere scoperto un po' alla volta. In questo contesto, il punto vendita Vineria Elepha si trasforma nel "salotto del vino". Un'analogia che scaturisce da una piacevole chiacchierata con Leandro: sentirlo parlare fa pensare a uno spazio che evolve in un vero e proprio "salotto enoico". La concezione classica della cantina
viene così ribaltata: non più solo un luogo di produzione freddo e tecnico, ma uno spazio di accoglienza, pensiero e socialità colta, dove il vino smette di essere una semplice bevanda e diventa il motore culturale dell'intrattenimento.
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